La foto ritrae un giovane Mimmo ed un ragazzino di nome Nino che divertito riceve una palla di neve in faccia. Eravamo a Gambarie non so, non ricordo quale fosse l'anno, forse fine anni 60, inizio anni 70 … non importa. I ricordi … Il Ciliegio del Prete compie la magia di far riflettere e ricordare gli anni belli, ma veramente belli, passati insieme in quel paese fantastico che era e che è Cerasi. Tutti siamo cresciuti avendo come punto di riferimento i più grandi di noi, le generazioni precedenti, c'era un rapporto molto forte anche fra persone distanti più generazioni l'uno dall'altro. E' vero, si ascoltava per ore il vecchio del paese che raccontava le proprie avventure, erano le favole odierne, spesso mettendoci una buona dose di fantasia. E' vero, la figura di don Peppe accovacciato rende molto bene il personaggio, sembra di vederlo ora. E' vero, le difficoltà di raggiungere un campo di calcio per la squadra ed i propri tifosi era reale, c'era la corsa al passaggio. E' vero, la gioia di rubare (rubare?) le ciliegie era un modo per mangiare (!) e per divertirsi … E' tutto vero! E' anche vera, vero caro Mimmo?, una storiella che sto per raccontarvi che non ci ha fatto dormire sonni tranquilli per un paio di notti. Dovete sapere che io ed Emilio eravamo particolarmente vicini a don Toto, conoscevamo le sue terre come lui, il "Serru" era casa nostra, stavamo spesso seduti sull'aia guardando la vallata di Schindilifà ed in lontananza Gambarie ed ascoltando le fantastiche storie che dontoto ci raccontava. Finivamo la giornata a casa sua mangiando un panino con la mortadella bagnato da un goccio di buon vino. Dicevo, conoscevamo le sue terre meglio di tutti. Il 10 di maggio di non so quale anno, sono distratto, avevamo per primi assaggiato e gustato le ciliegie ottime di una delle piante "prumuntina" che erano al serro, nelle ultime lenze, però. Eravamo piccoli (7, 8 anni) e la gioia di aver assaggiato per primi le ciliegie non poteva rimanere solo nei nostri cuori, dovevamo necessariamente condividerla. Natale, il fratello di Emilio, e Mimmo stesso vennero a sapere di questa scorpacciata e, dopo un serrato ed insistito interrogatorio, fummo costretti a confessare: li avevamo "rubati" al serru, nella sua proprietà, a testimonianza che noi conoscevamo meglio di lui le sue terre. Fu la fine. Ovviamente scherzando, ci tennero sulla corda per molti giorni, altro che "Mastro Gnazio". Vi denuncio ai Carabinieri di Ortì, adesso vi arrestano … furono giorni pieni di paura fino a quando tutto finì con un cornetto Algida offertoci da Mimmo e da Natale per ricompensarci dalla paura passata … Complimenti a Mimmo per l'opera scritta In bocca al lupo per tutto e per tutti i ciurasoti Ciao Nino Polimeni P.s. - sto scrivendo da Catania, i casi della vita!!!!!