I ricordi di Nino nella sua splendida lettera da catania toccano i "siti" più profondi del mio animo e certamente le corde più delicate della mia rozza sensibilità;ed allora meglio cambiare registro...se la pubblicazione del "ciliegio del prete" servirà anche solamente a coagulare, o a risvegliare un affetto, per altro a mio avviso mai spento,intorno alle nostre radici ciò per me basta... ed avanza!Da qua si potrà poi ripartire, mgari con rinnovato entusiasmo per cercare di portare avanti nuove iniziative, che ci vedano magari un bel giorno tutti insieme...e forse a Cerasi;per poi proseguire ancora... I nostri figli e nipoti devono sapere che non molleremo;perchè non si spezzi quel filo rosso che ancora ci tiene legati (la festa dei Ciurasoti a Torino ne è uno splendido esempio) e che vogliamo lasciare loro perchè vi si aggrappino nei momenti di difficoltà,nella certezza di un punto di riferimento sicuro: l'orgoglio della propria origine, dove potersi riconoscere...e ricaricarsi! I brindisi,che stasera si leveranno alti dall'Hotel Hermitage di Avigliana serviranno ad onorare certamente la memoria di una persona speciale come mio compare Ciccio Calabrò insieme a tutti gli amici che non ci sono più;ma sicuramente anche a cementare un rapporto splendido fra persone dello stesso paese che la lontananza da Cerasi, non ha minimamente affievolito. Una sera il Prof. Fleming, -l'inventore della penicellina-,fu invitato ad una cena di lavoro. Tutti aspettavano che dicesse qualcosa su questo farmaco prodigioso. Lui, nel silenzio generale, si fece riempire un calice, lo alzò e disse:"E' vero che la penicellina salva gli uomini ma è il vino che li rende felici". Io spero che stasera ad Avigliana ci sia tanto vino, tanti brindisi, tanta allegria...ma soprattutto tanta voglia di ritrovarsi ancora. Grazie Nino per le belle parole.
Domenico Genovese